Disturbi del neurosviluppo

Ci sono bambini che imparano in fretta, ma sembrano distrarsi per un nonnulla. Bambini pieni di idee, ma che si bloccano davanti a un foglio bianco. Bambini che sembrano sempre “in movimento”, oppure che osservano in silenzio, come se vivessero in un mondo tutto loro.

A volte la scuola segnala difficoltà, ma a casa tutto sembra andare bene. Altre volte è il contrario: a casa emergono comportamenti difficili, e a scuola nessuno nota nulla di particolare. Ti chiedi se sia solo una fase, se “crescerà”, o se invece ci sia qualcosa che merita attenzione.
E nel frattempo, il dubbio resta.

Ti sforzi di non allarmarti, ma dentro senti che qualcosa non quadra del tutto.
Non sapere perché tuo figlio fatica può essere snervante.

Vedi la sua intelligenza, la curiosità, la voglia di fare, ma anche la frustrazione, le lacrime, i “non voglio” o i “non riesco” detti con voce rotta. Ti chiedi se stai chiedendo troppo, o troppo poco. E quando arrivano le note, i commenti degli insegnanti o i giudizi degli altri genitori, cresce dentro di te un senso di impotenza.

Col tempo, il bambino può iniziare a credere di non essere abbastanza bravo, a evitare ciò che lo mette in difficoltà, a chiudersi o a esplodere per piccole cose. E anche tu, come genitore, puoi sentirti stanco, confuso, pieno di dubbi: “Sto facendo la cosa giusta? Serve davvero una valutazione? E se poi lo etichettano?”

Immagina di avere finalmente una risposta chiara.

Di sapere che non è “colpa” tua, né sua.

Immagina di capire come funziona tuo figlio (come pensa, come impara, come reagisce) e di poterlo sostenere in modo più mirato, senza sentirti ogni volta in balia delle situazioni.

Immagina una scuola che collabora, che comprende, che adatta le richieste alle reali modalità di apprendimento. Un bambino che torna a sentirsi capace, valorizzato, sereno. Un clima familiare più disteso, dove c’è spazio per la pazienza, l’ascolto e anche un po’ di leggerezza.

È questo il punto di partenza di ogni percorso: restituire significato, serenità e fiducia.

Oggi, però, forse non è così semplice. Forse il tuo bambino si sente ancora “diverso”, o inadeguato. Forse la scuola continua a segnalare difficoltà, e tu ti senti bloccato tra il desiderio di proteggerlo e la paura di sbagliare strada. Eppure, restare fermi non aiuta: perché, quando la fatica resta senza nome, cresce con il tempo.

Capire cosa sta succedendo non vuol dire etichettare, ma illuminare ciò che finora è rimasto nell’ombra. Solo così è possibile costruire strategie efficaci e sostenere davvero tuo figlio nel suo modo unico di essere e di imparare.

Come posso aiutarti

Mi occupo di valutazioni e interventi per bambini e ragazzi con difficoltà di attenzione, apprendimento, regolazione emotiva o comportamento.

Ogni percorso parte da una valutazione approfondita del funzionamento cognitivo, emotivo e relazionale, con strumenti scientificamente validati e adattati all’età.

Durante la valutazione, non cerco solo le “mancanze”, ma anche i punti di forza: ciò che può diventare una risorsa per costruire strategie personalizzate.
Il percorso si conclude sempre con un colloquio di restituzione, in cui spiego in modo chiaro cosa è emerso, come interpretarlo e cosa può essere utile fare dopo: a casa, a scuola e nella quotidianità.

Quando necessario, offro anche incontri di supporto alla famiglia e alla scuola, per favorire una collaborazione coerente e un clima di fiducia attorno al bambino.

Perché affidarti a me

Sono una psicologa specializzata in neuropsicologia e psicoterapia, con esperienza nella valutazione e nel trattamento dei disturbi del neurosviluppo (come DSA, ADHD, difficoltà cognitive, funzionamento intellettivo limite e plusdotazione).

Da anni lavoro nella ricerca presso la Fondazione Don Carlo Gnocchi di Firenze.

Nel mio lavoro unisco rigore scientifico e attenzione umana: ogni valutazione è anche un momento di ascolto e comprensione, non solo di misurazione.

Credo che riconoscere una difficoltà sia un atto di coraggio, non un’etichetta. Ed è da lì che inizia la possibilità di cambiare.

Il primo passo è un colloquio conoscitivo con i genitori (e, quando opportuno, anche con il bambino o il ragazzo).
Serve a capire insieme quali sono le difficoltà, cosa vi preoccupa e quale percorso valutativo o di supporto può essere più indicato.

Dopo questa fase iniziale, definiremo un piano personalizzato: può includere la valutazione neuropsicologica, incontri con il minore, colloqui di supporto genitoriale o interventi mirati.

Se ti interessa lavorare con me, puoi scrivermi direttamente su WhatsApp o nel form Contatti per chiedere informazioni; in alternativa, puoi prenotare la prima visita direttamente sulla mia pagina MioDottore, dove troverai le disponibilità aggiornate.